Se Catullo ha raccontato l'amore come ferita, Ovidio lo ha trattato come un'arte, qualcosa che si può imparare, esercitare, perfino insegnare. Vissuto tra il 43 a.C. e il 17 d.C., è il poeta più brillante e irriverente dell'età di Augusto.
Un manuale in versi
L'Ars amatoria, scritta intorno all'inizio della nostra era, è un vero e proprio manuale in tre libri: i primi due spiegano agli uomini dove incontrare una donna, come conquistarla e come conservarne l'amore; il terzo dà gli stessi consigli alle donne. Ovidio suggerisce di frequentare il teatro e il circo, di curare l'aspetto senza esagerare, di essere pazienti e generosi di complimenti. Il tono è ironico, ma sotto lo scherzo c'è un'idea seria: l'amore non è solo destino, è anche attenzione e impegno.
Negli Amores il poeta aveva già scritto uno dei suoi versi più famosi, "militat omnis amans": ogni innamorato è un soldato. Chi ama veglia di notte, affronta il freddo, sopporta le attese e i rifiuti, proprio come chi combatte.
L'esilio
Nell'8 d.C. Augusto relega Ovidio a Tomi, sul Mar Nero, dove il poeta morirà senza mai tornare a Roma. Lui stesso parla di "un carme e un errore": il carme era con ogni probabilità l'Ars amatoria, giudicata contraria alla politica di moralizzazione dell'imperatore; l'errore non lo conosciamo ancora oggi.
Le Metamorfosi: le grandi storie d'amore
Il capolavoro di Ovidio, le Metamorfosi, è un immenso racconto di trasformazioni, e molte nascono dall'amore. Orfeo scende negli Inferi per riportare in vita Euridice e la perde per essersi voltato a guardarla. Piramo e Tisbe, giovani di Babilonia ostacolati dalle famiglie, si parlano attraverso una crepa nel muro e muoiono per un equivoco: è la storia che, secoli dopo, ispirerà Romeo e Giulietta. Narciso si innamora della propria immagine, Pigmalione di una statua che prende vita.
Perché leggerlo oggi
Ovidio ci ricorda che l'amore ha anche un lato leggero, fatto di gioco, di strategia e di sorrisi. E, allo stesso tempo, che le storie d'amore più grandi sono quelle che trasformano chi le vive.
