Prima dei messaggi e delle chat, l'amore viaggiava su carta. Una lettera richiedeva tempo, attenzione, pazienza nell'attesa della risposta. Alcune di quelle lettere sono arrivate fino a noi e raccontano l'amore con una sincerità che nessun romanzo può eguagliare.
Abelardo ed Eloisa
Parigi, inizio del XII secolo. Pietro Abelardo è il filosofo più celebre del suo tempo; Eloisa è una giovane colta e brillante, nipote del canonico Fulberto, che affida ad Abelardo la sua istruzione. Tra i due nasce un amore appassionato, poi un figlio e un matrimonio segreto. La vendetta di Fulberto è terribile: Abelardo viene aggredito e mutilato. Entrambi entrano in convento.
Anni dopo, i due riprendono a scriversi. Nelle lettere di Eloisa, ormai badessa, l'amore non si è spento: lei dice di preferire essere chiamata amante piuttosto che moglie, pur di restare legata a lui per libera scelta. È uno dei documenti più intensi della letteratura medievale.
Napoleone e Giuseppina
Nel 1796 Napoleone Bonaparte sposa Giuseppina di Beauharnais e pochi giorni dopo parte per la campagna d'Italia. Dai campi di battaglia le scrive lettere febbrili, quasi ogni giorno: le racconta che pensa solo a lei, le rimprovera di non rispondere abbastanza, le chiede baci e notizie. Il futuro imperatore, che sta conquistando mezza Europa, appare in queste pagine come un giovane innamorato e geloso.
L'Amata immortale
Alla morte di Ludwig van Beethoven, nel 1827, tra le sue carte viene trovata una lettera mai spedita, scritta a matita nel luglio del 1812 in una località termale della Boemia. È indirizzata a una donna che il compositore chiama la sua "Amata immortale". La lettera è piena di tenerezza e di dolore per un amore che sembra impossibile, e si chiude con una promessa di fedeltà eterna.
Chi fosse quella donna, Beethoven non lo dice. Gli studiosi hanno proposto diversi nomi, tra cui Antonie Brentano e Josephine Brunsvik, ma il mistero non è mai stato risolto del tutto.
Perché scrivere ancora
Queste lettere ci ricordano che scrivere a chi amiamo significa fermarsi, scegliere le parole, lasciare una traccia che resta. È lo stesso spirito dello spazio "A proposito di noi" del libro Citazioni d'Amore: un luogo dove, giorno dopo giorno, scrivere la propria storia.
