Due giovani di famiglie nemiche, un amore a prima vista, un matrimonio segreto, un equivoco fatale. Romeo e Giulietta è la storia d'amore più conosciuta al mondo. Ma prima di diventare la tragedia di William Shakespeare, ha fatto un lungo viaggio attraverso l'Italia.
Le origini italiane
Il motivo degli amanti divisi dalle famiglie è antichissimo: lo racconta già Ovidio nelle Metamorfosi con Piramo e Tisbe. Nel 1476 Masuccio Salernitano scrive una novella ambientata a Siena, con due innamorati, un finto veleno e un finale tragico. Intorno al 1530 il vicentino Luigi Da Porto la riscrive e la sposta a Verona: i protagonisti si chiamano Romeo e Giulietta, le famiglie Montecchi e Cappelletti. Nel 1554 Matteo Bandello ne fa una delle sue novelle più lette.
Da Bandello la storia arriva in Francia e in Inghilterra, dove nel 1562 Arthur Brooke la traduce in un lungo poema. È questo il testo che Shakespeare ha sul tavolo quando, intorno al 1595, scrive la sua tragedia.
Che cosa aggiunge Shakespeare
Shakespeare comprime la vicenda in pochi giorni e le dà un ritmo incalzante. Giulietta ha meno di quattordici anni ed è lei, spesso, la più lucida dei due. Il dialogo del balcone, con la domanda "Che cos'è un nome?", diventa una riflessione su quanto le etichette, le famiglie e le appartenenze contino davvero davanti all'amore. E il loro primo incontro è scritto in forma di sonetto, diviso tra le due voci: l'amore nasce letteralmente in rima.
Verona e le lettere a Giulietta
Oggi Verona è la città di Giulietta. La casa di via Cappello, con il suo balcone, attira ogni anno visitatori da tutto il mondo, anche se il legame con la storia è frutto della tradizione più che dei documenti. Dagli anni Trenta migliaia di persone scrivono lettere a Giulietta, e un gruppo di volontari, il Club di Giulietta, risponde a ciascuna.
Perché ci commuove ancora
Romeo e Giulietta non parla solo di un amore giovane e impetuoso. Parla di un mondo adulto che, con i suoi odi e le sue regole, non sa fare spazio all'amore. Per questo ogni generazione lo rilegge come se fosse stato scritto per lei.
