Pochi poeti del Novecento sono stati letti, citati e dedicati quanto Pablo Neruda. Nato in Cile nel 1904, premio Nobel per la letteratura nel 1971, ha scritto di politica, di natura, di storia, ma il pubblico di tutto il mondo lo ricorda soprattutto come il poeta dell'amore.
Venti poesie d'amore
Nel 1924, a soli vent'anni, pubblica Venti poesie d'amore e una canzone disperata. Il libro, nato dalle sue esperienze giovanili a Santiago e nel sud del Cile, diventa rapidamente uno dei libri di poesia più venduti in lingua spagnola. L'amore di queste poesie è fisico, malinconico, legato al paesaggio: il corpo della donna amata si confonde con la terra, il mare, la notte. Accanto al desiderio c'è sempre la consapevolezza della perdita.
Matilde
Negli anni Quaranta Neruda conosce la cantante cilena Matilde Urrutia, che diventerà la sua compagna fino alla morte. Per lei scrive I versi del capitano, pubblicati nel 1952 a Napoli, in un'edizione di poche copie e senza il nome dell'autore, per proteggere la loro relazione ancora segreta. Nel 1959 le dedica Cento sonetti d'amore, divisi in mattino, mezzogiorno, sera e notte: una giornata intera, e una vita intera, passate insieme.
L'Italia e Il postino
All'inizio degli anni Cinquanta, costretto a lasciare il Cile per ragioni politiche, Neruda vive per un periodo a Capri con Matilde. Da questo soggiorno lo scrittore cileno Antonio Skármeta trae ispirazione per un romanzo, che nel 1994 Massimo Troisi porta al cinema con Il postino. Nel film un giovane portalettere impara dal poeta a usare le metafore per conquistare la donna che ama: un omaggio alla poesia come linguaggio dell'amore.
Perché lo citiamo ancora
La forza di Neruda sta nella semplicità. Le sue immagini sono concrete, quotidiane: il pane, il sale, le mani, la luce del mattino. Ci ricordano che l'amore non abita solo nei grandi gesti, ma nelle cose di tutti i giorni condivise con qualcuno. Non a caso è tra gli autori più presenti nel libro Citazioni d'Amore.
