Letteratura italiana

Leopardi, Amore e Morte

Il poeta dell'infelicità ha scritto alcune delle pagine d'amore più intense della nostra lingua. Dal "pensiero dominante" ad Aspasia, l'amore secondo Giacomo Leopardi.

Leopardi, Amore e Morte

Di Giacomo Leopardi (1798-1837) si ricorda soprattutto il pessimismo. Eppure l'amore attraversa tutta la sua vita e la sua opera, e per lui è una delle poche esperienze capaci di dare un senso, anche solo per un momento, all'esistenza.

Le illusioni necessarie

Per Leopardi la natura ci promette una felicità che non può darci. Ma alcune illusioni, come la gloria, la bellezza e soprattutto l'amore, sono ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Non sono inganni da smascherare: sono il modo in cui l'uomo resiste al vuoto.

Il ciclo di Aspasia

A Firenze, intorno al 1830, Leopardi si innamora di Fanny Targioni Tozzetti, una donna colta e affascinante che non ricambia il suo sentimento. Da questa esperienza nasce un gruppo di canti, il cosiddetto ciclo di Aspasia. In Il pensiero dominante l'amore diventa un pensiero fisso, "dolcissimo, possente", che occupa la mente e rende tutto il resto insignificante. È forse la descrizione più precisa, nella nostra lingua, di che cosa significhi essere innamorati.

Amore e Morte

In un altro canto di quegli anni, Amore e Morte, Leopardi mette insieme le due forze più grandi dell'esperienza umana:

Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte
ingenerò la sorte.

Amore e Morte sono fratelli, generati insieme dal destino. Non è un'immagine cupa: per il poeta sono le due cose più belle che il mondo possa offrire. L'amore, quando nasce, porta con sé un desiderio di assoluto così forte da far sembrare piccola perfino la paura della morte.

Aspasia e la fine dell'illusione

L'ultimo canto del ciclo, Aspasia, racconta il risveglio. Il poeta capisce di aver amato non tanto la donna reale, quanto un'immagine ideale che lui stesso aveva creato. È la stessa intuizione che Stendhal chiamava "cristallizzazione": amando, rivestiamo l'altro dei nostri sogni.

Che cosa ci insegna

Leopardi non consola, ma è sincero. Ci dice che l'amore può ferire, che spesso idealizziamo chi amiamo, e che nonostante tutto è una delle poche esperienze per cui valga la pena vivere.

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